A DOMANDA / RISPOSTA (e ns. RIFLESSIONI)

Considerato che qualche cittadino ci chiede informazioni su una raccolta di firme che sarebbe in corso contro la realizzazione della cava in località Oselin (Prati di San Martino), semplicemente precisiamo:

• Innanzitutto riteniamo legittimo e democratico il fatto di organizzare una raccolta di firme 
• Riteniamo che chi si fa promotore della raccolta deve essere persona che conosce compiutamente il progetto al fine di poter dare tutte le informazioni corrette all’eventuale sottoscrittore
• Tutti i cittadini sappiano che Sindaco e suoi collaboratori sono sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento supportato chiaramente dal materiale a disposizione degli uffici comunali.

Detto questo cerchiamo anche di rispondere il più semplicemente e chiaramente possibile alle domande che più volte sentiamo ripetere:

Riflessioni dei cittadini:

Con piacere possiamo notare che l’amministrazione ha tratto spunto e utilizzato le domande che da tempo poniamo sulla questione cava;

  • Siamo lieti di apprendere che la nostra raccolta firme e’ legittima e democratica;
  • Trasparenza, disponibilita’ materiale a disposizione? Ricordiamo che la VAS datata 14 Agosto, nonostante i solleciti dei Consiglieri di opposizione, e’ stata resa pubblica sul sito solo l’ 11 febbraio 2015 (dopo la serata informativa ai cittadini);
  • Sempre a disposizione? E’ ancora in attesa di risposta la nostra interrogazione (dell’ 11 luglio 2014) inerente la riqualificazione del sito, la destinazione dei € 50.000 per la caratterizzazione del sito e le informazioni sulle associazioni che dovrebbero far parte del progetto .

D. Fatto il buco diventerà discarica e ci andrà dentro di tutto e di più.

R. Non è VERO. Non è una discarica. Si toglie la ghiaia fino ad una profondità di 14 m., si riporta materiale inerte certificato (rocce, terre) e si riposiziona la terra precedentemente asportata fino a raggiungere una profondità di 12 m., e alla fine si ripristina l’area con una piantumazione di piante, alberi e prati come previsto dal progetto.

Riflessioni dei cittadini:

Chi possiede un minimo di conoscenze agronomiche, potra’ riconoscere e confermare che la coltivazione di alberi da frutto o orticole (si e’ parlato di orti urbani) a 12 metri sotto il livello di campagna, e’ un eresia in quanto all’interno del “buco”, si creera’ un clima gelido e umido d’inverno e asfissiante e umido d’estate; e gli orti urbani, come verranno irrigati? I cavatori parlano di un pozzo, ma quanto dovrà essere profondo se la falda varia da 34 a 57 metri (come precisa il Progettista della Variante 31 al Piano Regolatore) ?

D. Ma un domani potranno fare una discarica ….

R. NO, non è VERO in quanto il Comune (cosa mai successa prima sul nostro territorio) diventerà unico proprietario di tutta l’area, e quando questa sarà ripristinata la farà rientrare nella zona protetta dell’ARIA (Area di Rilevante Interesse Ambientale) e del parco del Torre e Malina.

Riflessione dei cittadini:

Lapsus freudiano: La” farà rientrare” dopo averla fatta “uscire” con la variante proposta (la n°31 al PRGC che dovrebbe trasformare la zona agricola di Rilevante Interesse Ambientale in zona destinata ad attività estrattive)

Comunque speriamo che la Regione impedisca tale scempio (già nella fase di scoping della VAS l’Ufficio Ambiente ha chiesto di motivare “dove ci sia l’interesse pubblico”) mentre quello privato è evidentissimo.

D. Ma se i lavori di escavazione per qualsiasi motivo dovessero bloccarsi, tutto resterà incompiuto con grave danno all’ambiente?

R. NO, non è VERO in quanto è prevista la stipula di una fidejussione da parte del Consorzio Cavatori a favore del Comune che deve prevedere la copertura di tutti i costi per raggiungere il risultato di progetto, costi certificati dall’eventuale autorizzazione Regionale.

D. Si ma è già successo in altri casi che la fidejussione non ha risposto concretamente a quanto previsto in convenzione!

R. Può essere successo ma NON dovrà succedere perché si dovrà attivare una fidejussione con “garanzia a prima richiesta” che non è altro che un deposito cauzionale in contanti per fornire ai beneficiari un facile e veloce accesso ad un risarcimento monetario in caso di inadempienza della controparte per il ripristino ambientale dell’area.

Riflessione dei cittadini:

Esiste purtroppo una sterminata casistica di contenziosi tra le Banche e le Amministrazioni Pubbliche (con oneri sempre a carico dei contribuenti) ed una consolidata Giurisprudenza sulle inadempienze sia dei privati ma soprattutto dei consorziati, che rende ingiustificate le “certezze” di chi ha scritto la Risposta sopra riportata.

D. Chi controllerà la tipologia di inerti che copriranno la prima parte di ripristino per 1-2 m. di profondità?

R. Gli inerti dovranno, come previsto dalla normativa Regionale, essere certificati dall’ARPA. In più da parte dell’Amministrazione Comunale si attiverà, all’interno del PAC (Piano Attuativo Comunale), un ulteriore controllo integrativo da parte di soggetti deputati e terzi.

Riflessione dei cittadini:

Per ammissione degli stessi cavatori, sul fondo della cava verranno depositati i limi di lavaggio degli inerti che costituiscono uno scarto inutilizzabile che crea problemi di smaltimento; molto comodo poterli lasciarli sul posto.

D. E i disagi per i cittadini vicino alla cava: rumori polvere e traffico?

R. Anche in questo caso è previsto il rispetto di disposizioni specifiche per abbattimento delle polveri (strade in entrata e uscita dal sito asfaltate), lavaggio automezzi prima della loro uscita dall’impianto. In merito al traffico sono previsti percorsi obbligati per evitare il passaggio nei nostri centri abitati e anche in quelli dei comuni contermini.

Riflessioni dei cittadini:

Ricordiamo che durante la serata informativa si e’ parlato di “solo cinque-sei camion all’ora”… questo significa “ 1 autocarro ogni 10 minuti senza contare il ritorno… che effetto fa? Sarebbe bello se così fosse: e sulla carta facendo un semplicistico calcolo si ottiene tale numero, come appunto scrive lo stesso progettista nella VAS: 1.800.000 mc / 16 mc x 2 (andata + ritorno) = 225.000 viaggi complessivi! E questo è il dato vero. Ma gli scavi non si fanno come in catena di montaggio, ma in base alla richiesta del mercato: in realtà, appena ci sarà la richiesta (ad esempio per costruire la terza corsia dell’A4) inizierà un’ininterrotto viavai di mezzi d’opera!

Ed a proposito di POLVERE anche nell’incontro pubblico del 9 febbraio, a precisa domanda, si è risposto che è prevista l’asfaltatura della strada bianca che dai Prati di San Martino sbuca sulla rotonda tra strade di Oselin e San Martino, e quelle per Selvis e per Pradamano.

Peccato che nella VAS il Progettista dichiari (per iscritto) che le movimentazioni all’interno della cava ed il traffico lungo la strada bianca causeranno una “non incidenza” (pag.152 Conclusioni) nella produzione di polveri sottili (le famigerate PM10) per la prevista (e calcolata!) quantità di oltre 16 q.li annui.

Stiamo parlando di quintali e non di milligrammi o microgrammi!

Per la cronaca la Legge (spesso disattesa nelle grandi città della Pianura Padana) prevede il limite max giornaliero di 50 microgrammi per mc. (per chi non sapesse cosa sono e cosa comportano le poveri sottili è molto istruttiva e facilmente leggibile la paginetta di Wikipedia). 

R. In merito al traffico sono previsti percorsi obbligati per evitare il passaggio nei nostri centri abitati e anche in quelli dei comuni contermini.

I percorsi obbligati per evitare i centri abitati sono ignoti.

Invece in risposta alla contrarietà degli Amministratori di Pradamano di ritrovarsi quasi tutto il traffico in uscita dalla cava su via Mazzini, si è proposto di deviare il traffico sulla stradina stretta e tortuosa che porta al guado del Malina e poi risale verso Casali Malina e Casali Pitassi (in comune di Premariacco) e conosciuta come strada di Orsaria; tale stradina è saltuariamente percorsa dai locali, ma non certo dagli autocarri, nemmeno quelli di ditte della zona, per gli ovvi motivi di difficoltà di incrocio e conseguenti manovre in retromarcia.

E in caso (ormai frequente) di piena del Torrente Malina?

Il fondo del guado reggerà il peso dei camion a pieno carico?

D. Ma come mai i terreni sono stati acquistati senza sapere se la cava avrà l’autorizzazione? Qualcuno è già sicuro che tutto andrà a buon fine?

R. Considerato che l’acquisto dei terreni non è stato fatto da un singolo soggetto ma da un Consorzio di ben oltre 30 soci, riteniamo che un “rischio d’impresa” di ca. € 30.000 a socio vada messo in preventivo da chi fa impresa.

D. Ma se la ghiaia la togliamo dalla cava, nessuno sghiaierà i torrenti…

R. Non è VERO che succederà questo, anzi esistono già progetti con Regione e lo stesso consorzio cavatori per garantire un corretto sghiaiamento degli alvei anche al fine di miscelare le due tipologie di materiale.

Riflessioni dei cittadini:

La Regione ha già da anni commissionato studi (pagati dai contribuenti) a fior di Professionisti ed Università per valutare la possibilità non solo di estrarre ghiaia dai tanti fiumi e torrenti della nostra Regione, ma anche di metterli in sicurezza in seguito all’innalzamento degli alvei (clamoroso il caso del torrente Cellina e del suo affluente Varma, dove anziché sghiaiare l’alveo si sta sopraelevando la strada tra Barcis e Claut!).

Se non si fa questo e non si riesce a fare un Piano Attività Estrattive ed addirittura la nostra Regione (insieme alla Calabria!) non ha nemmeno un censimento delle cave dismesse, è proprio per le pressioni politiche di chi vuol lasciare le cose come stanno…

D. C’è la crisi, serve ghiaia?

R. Nonostante la crisi, essendo il Consorzio composto da molte aziende, la ghiaia SERVE

Riflessioni dei cittadini:

Per loro stessa ammissione (serata del 9 febbraio scorso) la riduzione dei lavori pubblici e dell’edilizia in generale li ha già costretti a dimezzare il personale, e le prospettive sono di una ulteriore riduzione.

Quindi quello che ricercano non è la quantità (della materia prima) ma la qualità ed ovviamente “il valore” (l’inerte estratto da una cava è “cosa loro” mentre quella dei fiumi e torrenti è del Demanio ed il guadagno è nella sola movimentazione, cioè il noleggio di camion e ruspe…)

D. Dopo la fine del ripristino chi curerà la manutenzione di un’area così estesa?

R. Innanzitutto, con piacere, stiamo già ricevendo proposte interessanti e suggerimenti da parte di associazioni sportive per l’utilizzo e la conseguente manutenzione dell’area. In secondo luogo, non dimentichiamo, le possibili convenzioni da attuare con l’associazione cacciatori e le associazioni ambientali.

Riflessioni dei cittadini:

Alla fine del “ripristino ambientale” la manutenzione di 221.672 mq sara’ delegata ad associazioni sportive e dei cacciatori , che però “VIVONO” grazie ai contributi erogati dal comune; possiamo pertanto dire che l’onere sara’ ancora una volta a carico dei cittadini;

Ma poi… sara’ un area aperta alla caccia o un parco?

E poi di quali associazioni ambientaliste parlano?

D. Ma il Comune che vantaggi ha ad intraprendere un progetto di questo tipo, scontrandosi con i contrari al progetto, e quindi andando a cercarsi critiche gratuite invece di stare tranquillo a governare la normalità?

R. Innanzitutto riteniamo che un serio amministratore non può e non deve accontentarsi di governare la normalità. Fare politica vuol dire ascoltare, scegliere, decidere.
La cava la riteniamo e, lo ripetiamo, una opportunità: per noi è compensazione ambientale (un parco che diventa di nostra proprietà al posto di una coltivazione, fra i sassi, intensiva di mais) più un’entrata, per le casse comunali, di oltre un milione e mezzo di euro.

Riflessioni dei cittadini:

Un serio amministratore deve governare la normalità, in particolare curando “…i bisogni e favorendo gli interessi di una comunità di persone (pubblici) e non finalizzati al perseguimento di interessi privati”.

Il virgolettato è tratto dal Piano Triennale Anticorruzione appena pubblicato sul sito del Comune di Remanzacco: Amministrazione Trasparente – Altri contenuti – Corruzione.

Tanto per la chiarezza, al capoverso seguente si legge: “Persone interne all’Amministrazione potrebbero scegliere di usare la propria posizione per favorire interessi privati (propri o di terzi) approfittando della situazione d’ incertezza, a discapito dell’interesse pubblico”.

Le Amministrazioni dei Comuni contermini, da anni, e pubblicamente, hanno dichiarato di non aver nemmeno preso in considerazione la richiesta del Consorzio Cavatori di aprire nuove cave nei loro territori, già abbastanza antropizzati.

Solo il Sindaco uscente e quello appena eletto, affiancato dal suo Assessore all’Ambiente, hanno risposto affermativamente, anzi ora si spendono in prima persona per sostenere l’iniziativa dei Cavatori.

 

A proposito del territorio definito “degradato” nella presentazione pubblica della VAS il 9 febbraio scorso, ricordiamo che il Piano Regolatore tuttora vigente, definisce il territorio tra il Torre, Selvis e Cerneglons caratterizzato da “qualificanti valori paesaggistico ambientali, morfologici e vegetazionali” per la presenza di “boschette planiziali, filari e prati stabili che devono essere conservati” e nelle Cosiderazioni Conclusive “si esclude la previsione di nuove aree estrattive”.

L’amministrazione ha piu’ volte confermato che non vi e’ necessita’ di soldi e che il progetto e’ considerato un opportunita’ ambientale….

L’amministrazione vuole un parco? Ricordiamo che ci sono contributi comunitari a fondo perduto per la realizzazione di parchi naturalistici;

Abbiamo gia’ alcuni parchi dislocati nel comune e la cui gestione e’ concessa ad associazioni;

Dopo aver ascoltato le richieste dei cittadini che li frequentano, abbiamo con la nostra mozione del 8 ottobre 2014 sollecitato la messa in sicurezza di almeno uno dei parchi (ad es. con una recinzione)…. siamo ancora in attesa di risposta;

Infine l’introito presunto di oltre un milione e mezzo di euro (spalmato in dieci o più anni quindi 170.000 €/anno), non sara’ a totale appannaggio del nostro comune in quanto una parte andrà alla Regione e sussiste, per legge, la possibilita’ per i comuni limitrofi di chiedere eventuali danni per l’usura delle strade interessate dal traffico dei camion, con relativi contenziosi, sempre a carico dei contribuenti.

Ecco, con questo gioco di domanda e risposta abbiamo cercato di portare un po’ di ulteriore informazione. Restiamo comunque, con chiunque, disponibili al confronto.
Nel frattempo dalla stampa veniamo a sapere che ora non si è più contrari al progetto, ma al metodo adottato per arrivare alla proposta. Accogliamo con favore questa notizia certi della bontà quindi del progetto e altrettanto certi che prima di dare lezioni di metodo, qualcuno farebbe bene a farsi un bel preventivo esame di coscienza.

Lista Insieme

Riflessione dei cittadini:

La coscienza… siamo felici che per l’amministrazione sia un gioco, per noi certamente non lo e’….

Il nostro territorio ci e’ stato dato in “prestito” e dobbiamo salvaguardarlo .

Essendo sempre piu’ devastato dalla cementificazione selvaggia e da voragini e ferite che, come la storia insegna, non si rimargineranno….

E’ quindi un dovere morale, lo dobbiamo ai nostri figli e alle generazioni future.

Movimento 5 Stelle per Remanzacco

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