A poche settimane dalla seduta del consiglio comunale di Remanzacco che ha adottato col voto contrario di tutti i consiglieri dell’opposizione la variante generale n. 31 al vigente Piano Regolatore Generale istituendo una “zona cave” nell’area denominata “Prati di San Martino”, dense nubi si mostrano all’orizzonte di un’operazione che l’attuale amministrazione comunale continua a definire come “un’opportunità ambientale a favore della popolazione di Remanzacco” e che il MoVimento 5 Stelle considera una regalia fatta agli interessi di pochi.

In questi ultimi giorni sono apparsi sul Messaggero Veneto articoli che mostrano, pur riferendosi a vicende non direttamente legate al possibile avvio di una nuova cava a Remanzacco, una realtà ben diversa da quella che il sindaco Daniela Briz illustra ad ogni occasione accompagnata in questo dall’assessore Angeli.

Il riferimento è in primis all’articolo del 7 aprile: “Operazione Stadio, sul Friuli garantisce una società fallita. Tutte le grane della Fideas finanziaria dopo la fideiussione per 18 milioni. Nelle mani di un pregiudicato e, da inizio 2014, sede trasferita in Delaware”, che apre un interessante spaccato sul mondo finanziario ed in particolare sulle fidejussioni che dovrebbero garantire il mantenimento di impegni presi da società private nei confronti di enti pubblici, ma che in realtà nel nostro Paese vengono aggirate con una sconcertante facilità.

Il secondo articolo, motivo di ulteriori riflessioni, è datato 9 aprile: “Scoperto un cartello di otto società produttrici di calcestruzzo, maxi multa dall’Antitrust. Sanzioni per oltre 12,5 milioni a General Beton Triveneta Spa, Calcestruzzi Zillo Spa, Friulana Calcestruzzi Spa, SuperBeton Spa, CobetonSrl, La Nuova Calcestruzzi Srl, Calcestruzzi Trieste Nord Est Srl, Concrete Nordest Srl) e alla loro società di consulenza (Intermodale Srl). L’Autority: tra il 2010 e il 2014 hanno attuato due intese per fissare i prezzi e spartirsi la clientela in Fvg e in provincia di Treviso” che vede coinvolte ben 4 società: – Calcestruzzi Trieste, Calcestruzzi Zillo, Friulana Calcestruzzi e General Beton – che compaiono nell’elenco delle ditte consociate al Consorzio Estrazione Inerti FVG che ha stipulato un accordo con il comune di Remanzacco per l’avvio della nuova cava nella località “Prati di San Martino”, come si legge negli atti allegati alla richiesta di VAS consultabili sul sito del comune.

Non c’è un legame diretto tra i due articoli e la vicenda della cava di Remanzacco, ma sono comunque vicende che creano inquietudine e dovrebbero far attentamente riflettere chi si mostra tanto sicuro sulla bontà delle scelte fatte nel presunto interesse dei cittadini che amministra.

La realtà delle cose dimostra che le fidejussioni tanto sbandierate a garanzia del futuro ripristino ambientale sono contenitori che possono tranquillamente essere svuotati lasciando il Comune in braghe di tela e inoltre che qualche macchiolina sulla limpidità d’azione di alcuni associati del Consorzio Estrazione Inerti FVG probabilmente esiste.

Chiaramente nessuno è colpevole fino a prova contraria, ma non vengano a proporre come immacolato qualcosa che immacolato non è.

Che la vicenda cava sia gestita in modo ambiguo da questa maggioranza emerge poi anche dal comportamento e dalle azioni compiute in consiglio comunale.

Durante la seduta del consiglio del 7 aprile scorso, il MoVimento 5 Stelle di Remanzacco ha chiesto se fosse eticamente opportuna la partecipazione al voto sulla variante al PRGC da parte della consigliera Sandra Petricchiutto che, come dimostrano le visure catastali pubbliche, era venuta in possesso nel 2007 di alcuni appezzamenti di terreno compresi nella zona ora destinata a cava , appezzamenti che aveva poi rivenduto ai cavatori nel 2013, rispettivamente l’anno in cui i cavatori hanno dimostrato interesse per la zona e anno in cui hanno avuto la conferma dell’interesse dell’allora amministrazione Angeli a procedere con la VAS. La vendita dei terreni è del tutto legittima, ma sarebbe stato un gesto di dovuta correttezza istituzionale se la consigliera si fosse astenuta dal votare quella delibera che ha di fatto trasformato un’area agricola in area di notevole interesse imprenditoriale. Ancora una volta l’amministrazione Briz si è dimostrata insensibile alle richiesta del MoVimento 5 Stelle difendendo anche con toni rasenti la maleducazione, una scelta del tutto incomprensibile visto che la maggioranza avrebbe comunque ottenuto l’approvazione della delibera.

Completamente diverso l’atteggiamento dell’amministrazione Briz nella votazione immediatamente successiva, riguardante il “Piano operativo di razionalizzazione delle Societa’ partecipate e delle partecipazioni societarie” in cui si discuteva la fuoriuscita del Comune da alcune società tra cui il Forno Rurale di Remanzacco e la Cooperativa Sociale di Ziracco. Alla votazione non hanno partecipato l’assessore Erica Buratto e la consigliera Karin Blasigh, la prima uscita anzitempo dalla riunione di consiglio pare per impegni personali, la seconda eclissatasi per altri motivi non specificati e ricomparsa subito dopo. Il dubbio che rimane è che le due non partecipazioni al voto fossero dovute a motivi di opportunità legati ad un possibile coinvolgimento quali soci o parenti stretti di soci delle due partecipate da cui il Comune intendeva uscire. Se ciò sia vero lo sapremo prossimamente, rimane lo svilente comportamento di una maggioranza che usa vari pesi e varie misure nell’amministrare la cosa pubblica. Correttezza ed educazione avrebbero richiesto che la non partecipazione al voto fosse portata a conoscenza non solo del consiglio, ma anche del pubblico presente in sala.

Nella stessa seduta consigliare i consiglieri della lista “Con Remanzacco” avevano chiesto alla Giunta se fosse stata presa debitamente in considerazione la vicinanza della “zona cave” al sito archeologico dei Prati di San Martino e la possibilità di tali ritrovamenti anche all’interno dell’area destinata allo scavo, e quale fosse l’atteggiamento della Sovrintendenza riguardo a tale possibilità. Nella risposta del Sindaco ha affermato che la campagna di scavi era conclusa e che non c’erano ostacoli evidenti all’avvio dell’attività estrattiva. L’assessore alla cultura, associazionismo, promozione e valorizzazione del territorio Giorgio Bevilacqua ha poi inviato ai componenti del consiglio una insolita mail in cui ribadisce tra l’altro che: “…..Tutto ciò che è stato ritrovato è stato fotografato, catalogato, descritto minuziosamente, è stato eseguito un rilievo planimetrico con la ricostruzione grafica precisa e dettagliata della necropoli, al punto che gli archeologi che hanno seguito e diretto i lavori, prof. Sandro Colussa e dott.ssa Angela Borzacconi direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, hanno dichiarato che ormai, esauriti i ritrovamenti, si può bonificare l’area, cioè si può spianare e livellare il terreno come in origine. Questo perché ormai i ritrovamenti archeologici hanno già fornito un valore documentale interessante, ma sia tombe che resti di fondazione della chiesetta non offrono più informazioni ulteriori…..” aggiungendo poi: “…La prima conferenza tenuta dalla dott.ssa Angela Borzacconi si è svolta giovedì 26 marzo davanti ad un pubblico interessato e numeroso. La sala consiliare era al completo, peccato che dei Consiglieri che si sono dimostrati sensibili al futuro del sito archeologico non si è potuto registrare la presenza….All’assessore Bevilacqua è già stata fatta notare la sua assenza in tante altre riunioni sulla crisi dell’edilizia che ha ridotto notevolmente la richiesta di inerti e sulla necessità di incrementare in Italia il recupero dei materiali da demolizione, nonché la sua ignoranza riguardo gli studi commissionati dalla Regione che danno come URGENTI i lavori di sghiaiamento dei fiumi ed in particolare del Malina e del Torre. In quanto poi alle parole della Sovrintendente non vorremmo che fossero state male interpretate, ma di questo sapremo eventuali novità le prossime settimane.

Tanti i dubbi e le perplessità che accompagnano la scelta dell’amministrazione ex Angeli ora Briz riguardanti l’avvio della nuova cava. Tanti i dubbi sulla convenienza per la cittadinanza di Remanzacco. Pochi i dubbi su chi ci guadagnerà. I cavatori

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