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Nel consiglio comunale straordinario convocato in tutta fretta il 4 luglio scorso è stata approvata la variante 31 bis al piano Regolatore Generale Comunale che avvia la procedura di Valutazione Ambientale Strategica necessaria affinché la Regione approvi o meno l’avvio di una nuova cava per l’estrazione di materiali inerti sul territorio di Remanzacco.

Consiglio comunale straordinario dicevamo perché evidentemente a qualcuno interessa fare in fretta.

Assenti i consiglieri Petricchiutto, Abramo e Cargneletto, si inizia con un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’attentato di Dacca in Bangladesh.

Presenti in sala ad illustrare la nuova V.A.S. l’arch. Giorgio De Luca e il per. agr. Luigi dott. Pravisani pagati dal Consorzio Estrazione Inerti del FVG che erano già intervenuti nella buffa e disneyana presentazione della oramai defunta variante 31 (bocciata dall’Arpa, dalla Regione, dalla Sovrintendenza ai beni culturali), tenutasi il 9 febbraio 2015 all’auditorium comunale. Gli stessi hanno di nuovo illustrato al Consiglio i vantaggi che, a parere loro, Remanzacco avrà qualora si avviasse la nuova cava.

Va subito detto la nuova VAS è tutto uno sminuire, limitare, ammorbidire, stravolgere all’apparenza la VAS precedente:

  • La superficie passa da 220.800 a 130.983 metri quadri;
  • i metri cubi da estrarre si dimezzano passando da 1.800.000 a 911.000;
  • l traffico pesante previsto passa da 90 camion/giorno a 58 camion/giorno;
  • gli anni di sfruttamento da 10 a 7.

Però poi si scopre che la realtà è diversa perché nella nuova VAS è già previsto l’ampliamento della zona estrattiva che arriverà di nuovo a quanto richiesto nella prima variante.

Questa amministrazione giustifica la scelta di approvare l’avvio della nuova cava per i vantaggi economici che ne derivano alla comunità remanzacchese e per “l’opportunità ambientale” derivante dalla cessione della superficie alla comunità di Remanzacco al termine dell’attività estrattiva e del conseguente “ripristino ambientale” (obbligatorio per legge) che creerà un “parco urbano” fruibile da tutti la cittadinanza.

Il MoVimento 5 Stelle obietta che la cessione che dovrebbe essere un vantaggio per Remanzacco in realtà è un grosso vantaggio per i cavatori, i quali al termine dello sfruttamento della cava immaginiamo siano ben lieti di sbolognare alla comunità di Remanzacco un’area oramai improduttiva che dovrebbero mantenere in condizioni decorose, sulla quale dovrebbero vigilare in sicurezza e pagarci le tasse per gli anni a venire. Sempre che non gli venga l’idea burlona ma non improbabile di farci una discarica.

Non vogliamo ripetere quanto già più volte ribadito in varie sedi e occasioni per motivare il netto NO ALLA CAVA del MoVimento 5 Stelle ricordando anche la raccolta di quasi 630 firme di cittadini in stragrande maggioranza di Remanzacco contrari all’avvio della nuova attività estrattiva.

La pervicacia con cui questa amministrazione appoggia la richiesta dei cavatori ci fa ricordare un detto friulano che recita – “a volè fà rasonà il mus, si piart timp e si infastidis la bestie” – e siccome noi non abbiamo tempo da perdere e soprattutto non desideriamo infastidire nessuno, vogliamo fare i conti alla cava, calcolando quanto costerebbe al Comune di Remanzacco mantenere il “parco urbano” in condizioni da essere fruibile dalla popolazione, cioè quanto si dovrebbe spendere annualmente per gli sfalci, la pulizia e quel minimo di manutenzione necessaria affinché il degrado non si impadronisca dell’area.

I conti si basano su dati e cifre ricavati dai seguenti documenti ufficiali e consultabili da chiunque:

  1. Comune di Remanzacco – Allegato n° 5 alla Sintesi non tecnica della V.A.S. del giugno 2016 – pagina 54;
  2. Legge regionale 21/97 – art.7;
  3. Accordo tra il Comune di Remanzacco e il Consorzio Estrazione Inerti Friuli Venezia Giulia S.r.l  (delibera accordo cavatori)
  4. Costi medi di manutenzione di superfici verdi ricavabili dai prezziari di comuni italiani consultabili in Rete;

Ricavi

  • I cavatori estrarranno 911.000 metri cubi di ghiaia il cui valore di mercato stimato per difetto è di 14 € al metro cubo = 12.754.000€, tolte le spese pari a 3.926.342€ da loro dichiarati a pag. 87 dell’allegato 5, rimane un utile di 8.827.658€ in 7 anni, vale a dire 1.261.094€ all’anno.
  • Alla Regione andranno 0.59 € al metro cubo (vedi pag. 87 dell’allegato 5) per un totale di 537.490 € che dovrebbero essere girati al Comune di Remanzacco;
  • Al Comune di Remanzacco andranno inoltre 0.35 € al metro cubo così come indicato all’art.3 lettera b) dell’accordo tra il Comune di Remanzacco e il Consorzio Estrazione Inerti Friuli Venezia Giulia S.r.l, per un totale di 318.850 €;
  • Altri 50.000 € verranno versati dai cavatori al Comune di Remanzacco e sono, secondo il medesimo accordo all’art.3 lettera c), “da condividere con le associazioni locali che collaboreranno con l’Amministrazione Comunale per la caratterizzazione del sito”. (Una nostra interrogazione richiedente chiarimenti su quali siano questa associazioni non ha mai ottenuto risposta).
  • In base alla Legge regionale 21/97 art.7 punto 4 “Qualora l’attività estrattiva arrechi disagio in modo sostanziale anche ai Comuni limitrofi a quello sede dell’intervento, l’Assessore regionale all’ambiente con proprio decreto, su motivata richiesta degli enti interessati, provvede alla ripartizione di una quota, non superiore al 40 per cento, dell’onere stesso fra i soggetti richiedenti.” Visti i periodi di vacche magre è difficile pensare che questi comuni ci rinuncino anche perché saranno attraversati dal traffico dei mezzi pesanti che trasporteranno gli inerti. Quindi 537.490 – 40% ai comuni limitrofi a Remanzacco rimane 322.494 €.

Complessivamente potrebbero arrivare a Remanzacco 641.344 € ma questo non è sicuro.Il recente   riordino del sistema Regione meglio conosciuto come riforma delle UTI ha unito Remanzacco ad altri comuni come Cividale, Manzano; S. Giovanni al Natisone, S. Pietro al Natisone ecc. tutti comuni con un notevole peso politico in Regione e considerato che è in previsione una revisione dei canoni delle UTI non è da escludere che comuni forti come Cividale pretendano una fetta della torta lasciando ai remanzacchesi qualche abbondante fetta di meno.

Al termine dello sfruttamento della cava, la superficie verrà ceduta al Comune, il quale dovrà provvedere al suo mantenimento, mentre i cavatori sbologneranno alla comunità una superficie che dovrebbero vigilare e pagarci le tasse per gli anni a venire.

Il Sindaco e i suoi assessori hanno sempre sostenuto che la manutenzione verrà affidata alle associazioni, ma gestire una superficie così vasta è impossibile per qualunque associazione, ci vogliono attrezzature e soprattutto tempo. Supponiamo quindi che la manutenzione dovrà giocoforza essere affidata a ditte esterne, come avviene in qualsiasi piccolo comune che gestisce superfici di questa entità, le quali chiederanno un giusto compenso.

Facciamo qualche conto con i prezzi medi minimi riportati ad oggi e applicati da altre amministrazioni per la manutenzione del verde pubblico reperibili in Rete da chiunque voglia applicarsi.

Il conto economico fa riferimento al minimo lavoro necessario per mantenere in condizioni accettabili i 130.983 metri quadrati di “parco urbano” previsti dalla nuova VAS, senza tener conto del previsto ampliamento che potrebbe portare la superficie totale a 221.000 metri quadrati.

Costi

Si considerano i soli costi per:

  • un minimo di 4 sfalci annuali delle superfici del parco come se fossero tutte in piano (senza tener conto delle scarpate che richiedono interventi più costosi) e di solito se si vuole mantenere l’area in buone condizioni sono necessari più sfalci;
  • una pulizia per i primi tre anni delle zone piantumate con alberi ed arbusti (93.100 mq come riportato a pag.54 dell’allegato 5).

Non viene considerata la spesa per l’irrigazione degli alberi e degli arbusti nei primi anni e neppure quella delle superfici a prato che dovranno essere necessariamente adacquate almeno fino a pieno attecchimento pena la morte di alberi, arbusti ed erba.

Non vengono considerate le spese di mantenimento delle opere di recinzione, dei vialetti d’accesso, della pulizia dello stagno, della cartellonistica e delle altre operazioni necessarie al funzionamento di un parco pubblico.

Ordinaria manutenzione annuale (e primi 3 anni per le zone a bosco e arbusti):

  • Sfalcio di prati rustici compresa asportazione e smaltimento delle risulte = 0,035 €/mq;
  • Pulitura prati, aree di sosta, da foglie, carte e oggetti vari = 0,014 €/mq;
  • Manutenzione di giovani impianti forestali = 0,35 €/mq;

Si può ragionevolmente prevedere 4 sfalci all’anno delle zone a prato, 1 intervento all’anno di pulizia generale e 1  intervento all’anno di manutenzione delle piantumazioni arboree:

  • sfalci – 130.983mq x 0,035 €/mq x 4 sfalci= 18.338 €
  • pulizia annuale- 130.983 mq x 0,014 €/mq = 1.834€

TOTALE = 20.172 €/anno

  • manutenzione piantumazioni arboree – 93.100 mq x 0.33 €/mq = 30.723 € all’anno per i primi 3 anni

Ricapitolando serviranno oltre 20.000 € all’anno per i soli sfalci e altri 30.000 € all’anno nei i primi anni per la manutenzione delle zone piantumate, senza considerare le altre spese già citate che saranno senz’altro necessarie se non si vuole che quella zona marginale rispetto all’abitato mantenga l’aspetto di un parco urbano e non diventi covo e rifugio di personaggi poco rispettosi del bene comune.

E’ QUESTO IL BUON AFFARE?

Ricavi dei cavatori 12.754.000 € in 7 anni (1.261.094 € all’anno) e al termine dell’attività cessione della superficie e quindi nessuna spesa annuale.

Costi di manutenzione del”parco urbano” per gli abitanti di Remanzacco di oltre 20.000 € all’anno solo per lo sfalcio dell’erba più tutti gli oneri annuali di manutenzione dell’arera VITA NATURAL DURANTE.

Si vede quindi il notevole onere che il Comune dovrà sostenere per la manutenzione della zona, onere che andrà nel tempo a esaurire il vantaggio economico di quanto versato dai cavatori e che resterà per sempre sulle spalle degli abitanti di Remanzacco.

Ai lettori il giudizio.

NO ALLA CAVA!

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