Riportiamo alcuni interessanti articoli del regolamento del consiglio comunale di Remanzacco. Chi volesse rileggerlo per intero lo può trovare qui.

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Capo II IL PRESIDENTE

ART. 5 Presidenza delle adunanze

  1. Il Presidente delle adunanze del Consiglio comunale è il Sindaco.
  2. In caso di assenza od impedimento del Sindaco, la presidenza è assunta dal Vicesindaco o dagli altri Assessori in ordine di anzianità anagrafica. Nel caso essi siano estranei al Consiglio comunale, la presidenza è assunta dal Consigliere comunale anziano secondo l’ordine dato dall’esito delle votazioni del Consiglio comunale.

ART. 6 Compiti e poteri del Presidente

  1. Il Presidente rappresenta l’intero Consiglio comunale, ne tutela la dignità del ruolo ed assicura l’esercizio delle funzioni allo stesso attribuite dalla legge e dallo statuto.
  2. Provvede al proficuo funzionamento dell’assemblea consiliare, modera la discussione degli argomenti e dispone che i lavori si svolgano osservando il presente regolamento. Concede la facoltà di parlare e stabilisce il termine della discussione: pone e precisa i termini delle proposte per le quali si discute e si vota, determina l’ordine delle votazioni, ne controlla e proclama il risultato.
  3. Il Presidente esercita i poteri necessari per mantenere l’ordine e per assicurare l’osservanza della legge, dello statuto e del regolamento. Nell’esercizio delle sue funzioni il Presidente si ispira a criteri di imparzialità, intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli Consiglieri.

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Capo IV DISCIPLINA DELLE ADUNANZE

ART. 42 Comportamento dei Consiglieri

  1. Nella discussione degli argomenti i Consiglieri comunali hanno il più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure, ma essi devono riguardare atteggiamenti, opinioni o comportamenti politico-amministrativi.
  2. Tale diritto è esercitato escludendo qualsiasi riferimento alla vita privata ed alle qualità personali di alcuno e va in ogni caso contenuto entro i limiti dell’educazione, della prudenza e del civile rispetto. Non è consentito offendere l’onorabilità di persone.
  3. Se un Consigliere turba l’ordine, pronuncia parole sconvenienti e lede i principi affermati nei precedenti commi, il Presidente lo richiama, nominandolo.
  4. Dopo un secondo richiamo all’ordine, fatto ad uno stesso Consigliere nella medesima seduta senza che questo tenga conto delle osservazioni rivoltegli, il Presidente deve interdirgli la parola fino alla conclusione dell’argomento in discussione. Se il Consigliere contesta la decisione, il Consiglio su sua richiesta, senza ulteriore discussione, decide con votazione in forma palese.

 

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ART. 44 Ordine della discussione

  1. I Consiglieri comunali prendono posto nell’aula consiliare con il gruppo di appartenenza. Ove richiesto da almeno un gruppo, l’attribuzione iniziale dei posti viene effettuata dal Presidente.
  2. I Consiglieri partecipano alle adunanze seduti nei posti loro assegnati e parlano dal loro posto rivolti al Presidente ed al Consiglio.
  3. I Consiglieri che intendono parlare ne fanno richiesta al Presidente all’inizio del dibattito od al termine dell’intervento di un collega. Possono intervenire, se chiamati in causa, gli Assessori esterni.
  4. Devono essere evitate le discussioni e i dialoghi fra i Consiglieri. Ove essi avvengano, il Presidente deve intervenire togliendo la parola a quelli che hanno dato origine al dialogo, mantenendola al Consigliere iscritto a parlare.
  5. Solo al Presidente è permesso di interrompere chi sta parlando, per richiamo al regolamento
  6. Ogni intervento deve riguardare unicamente la proposta in discussione. In caso contrario il Presidente richiama all’ordine il Consigliere e, ove lo stesso persista nel divagare, gli inibisce di continuare a parlare.
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